Caso d’uso · Sicurezza
Monitoraggio delle zone interdette
Celle macchina, aree in tensione e perimetri di esclusione presidiati in automatico, in ogni minuto in cui contano.
Il problema
Perché continua a succedere.
Cartelli, barriere e procedure di lockout delimitano le aree interdette, ma non possono vedere chi le oltrepassa. Gli incidenti nelle celle macchina e nelle zone in tensione sono poco frequenti e molto gravi, il che rende la vigilanza continua al tempo stesso indispensabile e impossibile da presidiare con personale.
Le intrusioni nelle zone sono anche il rilievo classico degli audit: le policy esistono, ma non c’è traccia di quanto spesso vengano violate né di cosa sia successo dopo.
La regola
Scritta come la direbbe lei.
«Avvisa la security se qualcuno entra nell’area interdetta senza autorizzazione.»La compili nel Banco di prova delle regole
Come funziona
- 01
Disegni le zone sulle inquadrature
Le aree interdette si tracciano direttamente su ogni inquadratura esistente: celle macchina, raggi d’azione delle gru, vani in tensione, perimetri di brillamento.
- 02
Leghi le regole a orari e permessi
Le zone possono essere sempre attive o programmate: applicate durante le finestre di brillamento, allentate durante la manutenzione con un permesso di lavoro attivo.
- 03
Avvisi con l’urgenza giusta
Una persona che entra in una cella macchina fa scattare subito l’escalation; un appaltatore che sconfina in un’area di sosta materiali può limitarsi ad avvisare il supervisore. I livelli di escalation seguono la sua policy.
- 04
Registri ogni evento, sigillato
Ogni intrusione produce una clip sigillata e con marca temporale, corredata di spiegazione: la documentazione che oggi manca alle sue indagini e ai suoi audit.
Misurazione
Cosa si misura.
- Ingressi per zona, con tempo di permanenza
- Ingressi fuori dalle finestre dei permessi
- Tempo di risposta a ogni intrusione
Quanto vale
- Prevenzione delle categorie di incidenti più gravi del sito
- Controllo deterministico al posto di una vigilanza umana intermittente
- Un registro completo delle intrusioni per audit e indagini
- Finestre dei permessi automatizzate, senza più sorvegliare le zone a mano
Stimi il ROI per la sua attività, in circa due minuti.
Conformità
Le prove.
- Una clip e un frame dell’evento, sigillati con la chiave del dispositivo nel momento in cui accade
- La regola che è scattata, la zona e la telecamera, e l’ora
- Il verdetto del modello visione-linguaggio sull’avviso, con la sua motivazione
- Chi l’ha visto, chi ha agito e quando, nel log di audit

Dove si applica
Settori correlati.
Domande frequenti
Le zone possono seguire un calendario?
Sì. Le regole seguono i turni, le fasce orarie e i calendari del sito, così una zona può valere durante le ore di brillamento, dopo il tramonto o fuori dalle finestre di manutenzione.
Link a questa domandaQuanto sono precisi i confini delle zone?
Le zone sono poligoni disegnati su ogni inquadratura, quindi seguono la forma reale dell’area: il raggio di una gru, il profilo di una cella, il bordo di una piattaforma.
Link a questa domandaAltri casi d’uso
La Libreria dei casi d’usoSicurezza
Rilevamento carrelli elevatori e pedoni
Il rischio più grave nella maggior parte dei magazzini e degli stabilimenti, sorvegliato di continuo dalle telecamere già installate a soffitto.
Sicurezza
Rilevamento dei DPI
Caschi, gilet, guanti e occhiali verificati di continuo, non solo quando un supervisore si trova a guardare.
Sicurezza
Rilevamento di cadute e uomo a terra
Quando qualcuno cade, il tempo di risposta comincia a scorrere: rilevamento in pochi secondi, non quando passa per caso un collega.
Lo veda sulle sue telecamere.
Un progetto pilota sulle telecamere che già possiede, con criteri di successo concordati in anticipo.
